Trattamento dei fanghi

Il fango di un impianto o viene ricircolato nelle vasche, oppure segue una via di smaltimento detta trattamento dei fanghi.
L'obiettivo primario del trattamento dei fanghi è quello di rendere migliori le caratteristiche del fango affinché possa essere correttamente smaltito o addirittura (solo se rispetta determinati requisiti) riutilizzato in agricoltura.
I processi di trattamento dei fanghi sono di tipo chimico, biologico e fisico/termico e possono essere suddivisi in due grandi categorie:

  • I processi di separazione che hanno lo scopo di allontanare parte della frazione liquida dalla frazione solida dei fanghi;
  • I processi di conversione che hanno lo scopo di modificare le caratteristiche di fanghi per facilitarne i trattamenti successivi.

 

I principali trattamenti dei fanghi sono:
  • Ispessimento;
  • Stabilizzazione biologica;
  • Digestione aerobica / anaerobica;
  • Condizionamento;
  • Disidratazione;
  • Disidratazione per essiccamento naturale su letti drenanti;
  • Disidratazione per centrifugazione;
  • Disidratazione per filtrazione meccanica (filtropressatura, nastropressatura).

Addensamento funghi

L'addensamento ha lo scopo di concentrare i fanghi e di ridurne i volumi a favore dei trattamenti della linea fanghi previsti a valle.
L'ispessimento ha la funzione di eliminare in grande quantità l'acqua contenuta nei fanghi provenienti dalla sedimentazione primaria.
La flottazione è un procedimento analogo all'ispessimento riguardante però i fanghi di esubero provenienti dalla sedimentazione secondaria.

Acido Peracetico

L'acido peracetico CH3COOOH, è un potente biocida che basa la sua azione sull'alterazione di strutture cellulari come enzimi e membrane.
Viene prodotto per reazione fra perossido d'idrogeno e anidride acetica.
È particolarmente instabile pertanto viene commercializzato in soluzioni al 5% o 15% pronto per essere solubilizzato nelle giuste quantità nelle acque da depurare.

Digestione o stabilizzazione biologica

È un complesso di processi metabolici attraverso i quali il contenuto organico putrescibile dei fanghi, provenienti dalle vasche di sedimentazione primaria e secondaria, viene trasformato in sostanze stabili più semplici.
La digestione può essere di due tipi:

  • Anaerobica;
  • Aerobica.
I manufatti dove avviene la digestione sono chiamati digestori.
Il fango proveniente dai processi di digestione ha caratteristiche tali che è possibile il suo smaltimento per lagunaggio o per spandimento sul terreno.
Questi metodi di smaltimento richiedono però di poter disporre di grandi estensioni di terreno e necessitano di controlli accurati, per evitare fenomeni di inquinamento ambientale.
Questo tipo di smaltimento è meglio adatto per piccoli impianti e quando non è necessario trasportare il fango stesso in località lontane dal luogo di produzione.
Per grossi impianti di trattamento è consigliabile invece sottoporre i fanghi a processi di disidratazione (preceduto da un condizionamento se la disidratazione è di tipo meccanico) o di essiccamento, seguiti se necessario da un processo di incenerimento.

Disidratazione o essicamento

Serve a ridurre il contenuto di acqua dei fanghi digeriti.
La disidratazione può essere naturale o meccanica:
Nel primo caso si parla di letti di essiccamento, mentre nel secondo caso di filtrazione (filtropressatura, nastropressatura, filtrazione sottovuoto) e centrifugazione.
I fanghi trattati, possono essere smaltiti nel seguente modo:

  • Per incenerimento da soli o insieme ai rifiuti urbani;
  • In discariche controllate di rifiuti speciali;
  • Riutilizzati in agricoltura.

 

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